In ricordo di Paolo (Giampaolo Bacchetti)

Paolo, in realtà Giampaolo Bacchetti ci ha lasciato, il 13 marzo 2018 si sono svolte le esequie nella chiesa vecchia di Castiglion dei Pepoli.
E’ difficile spiegare il dolore che si prova per la scomparsa di una persona che è stata un punto di riferimento nella tua vita.

Conobbi Paolo nel 1996, era stata accolta la mia domanda di diventare volontario del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco perché a Monghidoro stava per aprire un distaccamento.

Paolo, a quei tempi era capo distaccamento a Castiglion dei Pepoli, uno dei due distaccamenti volontari sull’appennino bolognese, l’altro era a Gaggio Montano.

Una serie di circostanze avevano propiziato la nascita del  nuovo distaccamento: l’iniziativa di Angelo Milani, l’accoglimento delle sue proposte dell’allora sindaco Ubaldo Salomoni, l’esigenza del Comando Provinciale di Bologna di avere un distaccamento operativo nelle vicinanze dei cantieri per la costruzione della linea ferroviaria per l’alta velocità, avevano creato la giusta miscela.

L’apertura del distaccamento di Monghidoro fu anche la molla per la costituzione, alcuni anni dopo, di altri quattro distaccamenti volontari, quelli di Monzuno, Bazzano, Fontanelice e Molinella.

Una volta alla creato il distaccamento, per renderlo operativo era necessario del personale addestrato, e fu così che a Monghidoro  mandarono Paolo con il compito di istruire i volontari.

Il corso fu istituito in maniera anomala rispetto a come vengono fatti ora, allora avevamo una serie di lezioni teoriche che venivano tenute nel municipio due sere a settimana, mentre le lezioni pratiche venivano tenute in campi di addestramento selezionati a seconda del tipo di esercitazione. Se dovevamo per dire fare prove su vetture incidentate, magari eravamo nel cortile di una carrozzeria, per le prove di aspirazione con la pompa si andava al lago di Castel dell’Alpe, per scale e camera fumo in Centrale a Bologna, e così via.

In quelle sere in realtà non si parlava solo di pompe, manichette o naspi, ma di un po’ di tutto compresi argomenti che ben poco avevano a che fare con argomenti pompieristici, come i viaggi, di automobili, di attività fisica, ovvero della vita in generale .

Quando c’erano queste conversazioni “fuori tema” Paolo ascoltava, a volte interveniva con pacatezza, altre volte con veemenza, ma sempre misurando il suo intervento in funzione dell’argomento trattato.

Ma soprattutto ci ammoniva, sul fatto che non era facile mantenere coeso un gruppo, sulla difficoltà di portare avanti un distaccamento.

E ci preparava ai cambiamenti che sarebbero intervenuti nel corso del tempo. Io, nonostante i miei 37 anni pensavo ancora ingenuamente che una gruppo come il nostro sarebbe durato per tutto il tempo che ci era concesso fino a quando non saremmo stati congedati per raggiunti limiti di età; ora, come ultimo rimasto di quel gruppo iniziale,  mi rendo conto di quanto fosse importante che quelle cose fossero dette e considerate in quelle circostanze.

Un altro insegnamento che mi è restato di quelle serate è stato come secondo lui avremmo dovuto approcciare l’intervento, infatti era solito dire “andate piano ma con furia” nel senso che dovevamo arrivare sull’intervento più  in fretta possibile, ma con sufficiente prudenza per arrivarci.

Dopo il periodo di addestramento, venne ancora a Monghidoro per aiutarci nella fase di apertura del distaccamento e a farci lezioni di scuola guida.

Poco dopo dovette lasciare la fase attiva  per raggiunti limiti di età, al tempo fissata a 57 anni, ma era rimasto legato a quella sua vita da vigile del fuoco che condensò in un libro in cui narrava i primi 20 anni di vita del distaccamento di Castiglion dei Pepoli. Nei suoi scritti  ripercorreva la sua esperienza che si era incrociata con vicende drammatiche della storia italica, come la bomba alla stazione di Bologna di quel 2 agosto 1980 o la strage del rapido 904 all’antivigilia di natale del 1984, ma anche tanti altri episodi ugualmente drammatici anche se non altrettanto noti.

Lo vidi l’ultima volta al ventennale del distaccamento di Monghidoro, era in forma, sorridente, sempre con la passione per i vigili del fuoco, ci abbracciammo poi mi disse “Adesso sei tu la memoria storica del distaccamento di Monghidoro, tocca a te scrivere un libro”.

Ora Paolo ci ha lasciato, si è addormentato nel sonno dei giusti, possa egli riposare in pace.

Fabrizio Cattani

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