9 aprile 2017

Personale

L’ordinamento dei ruoli del personale è regolato dal decreto legislativo 13 ottobre 2005, n. 217 (“Ordinamento del personale del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco“), emanato ai sensi della legge delega 30 settembre 2004, n. 252. Il personale operativo dei Vigili del fuoco riveste la qualifica di agente o ufficiale di polizia giudiziaria e la qualifica di agente di pubblica sicurezza, nonché di polizia amministrativa e di polizia giudiziaria. Il decreto del Presidente della Repubblica 21 marzo 2005, n. 85 ne ha disciplinato la consistenza organica, dando la facoltà al Ministero dell’interno di provvedere a nuove rideterminazioni in funzione di sopravvenute necessità. Il D.lgs 139/2006 ricordato ha provveduto ad un ulteriore riassetto delle funzioni e dei compiti dei Vigili del fuoco il cui personale, nonostante abbia un rapporto di lavoro disciplinato dal CCNL del comparto Vigili del fuoco e soccorso pubblico, istituito ai sensi della legge del 2004, è in linea generale oggetto di disciplina di diritto pubblico.

Il personale amministrativo, appartenente al servizio amministrativo, tecnico ed informatico (S.A.T.I.), è costituito da impiegati civili dello Stato, non appartenente a ruoli operativi.

Reclutamento

Dopo la sospensione delle chiamate al servizio militare di leva in Italia e dopo il nuovo ordinamento del corpo di cui al d.lgs 217/2005, il reclutamento del personale è aperto sia a civili che militari (con incompatibilità riguardo a questi ultimi nel caso dei vigili volontari); il reclutamento avviene previo superamento di un concorso pubblico bandito dal Ministero dell’Interno. Le norme sul reclutamento, avanzamento di carriera ed impiego dei vigili sono stabilite dal D.lgs 217/2005 ricordato.

Tra i requisiti vi sono limiti di età, previsti dal decreto del Ministero dell’interno dell’8 ottobre 2012, n. 197: in particolare 30 anni per i vigili operativi semplici e 37 anni per i vigili del fuoco volontari. Ulteriori prescrizioni psico-fisiche sono previste dal decreto del Ministero dell’interno 3 maggio 1993, n. 228 e dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 27 aprile 1993, n. 233. Le norme sul reclutamento, avanzamento ed impiego del personale volontario invece sono regolate dal decreto del Presidente della Repubblica 6 febbraio 2004, n. 76. (“Regolamento recante norme sul reclutamento, avanzamento ed impiego del personale volontario del Corpo nazionale dei vigili del fuoco.“). Inoltre, alcune norme sono contenute nel decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66 (“Codice dell’ordinamento militare“) che, oltre a prevedere disposizioni di carattere generale, contempla anche riserva in posti nei casi tassativamente indicati dalla legge.

Infine, le modalità di selezione del personale del ruolo SATI avviene tramite concorso pubblico, secondo le modalità stabilite dal decreto del Ministero dell’interno 24 luglio 2014, n. 131.

Classificazione

I vigili

Ai sensi del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139 il personale operativo è oggi articolato in due categorie: permanente e volontario:

« Il personale del Corpo nazionale si distingue in permanente e volontario. Il rapporto d’impiego del personale permanente è disciplinato in regime di diritto pubblico, secondo le disposizioni previste nei decreti legislativi emanati ai sensi dell’articolo 2 della legge 30 settembre 2004, n. 252. Il personale volontario non è legato da un rapporto d’impiego all’Amministrazione ed è iscritto in appositi elenchi istituiti presso i comandi provinciali dei vigili del fuoco ed è chiamato a prestare servizio secondo quanto previsto nella sezione II del presente capo. »
(Art. 6 comma 1 d.lgs 8 marzo 2006, n. 139.)

I vigili sono delle seguenti tipologie:

  • VVA – vigili volontari ausiliari;
  • VVD – vigili volontari discontinui;
  • VVP – vigili del fuoco in servizio permanente.

I “vigili volontari ausiliari“, rappresentavano una categoria costituita dai militari di leva incorporati nel CNVVF detti “ausiliari”. Attualmente risulta essere inoperativa, poiché le chiamate al servizio militare di leva in Italia sono state sospese e limitate a particolari circostanze.

I “vigili volontari discontinui“, invece, sono distinti in due diverse categorie di appartenenza:

1) personale congedato dopo aver prestato il servizio militare di leva in Italia che hanno offerto la propria disponibilità a proseguire il rapporto con il corpo;

2) cittadini volontari che hanno seguito un corso specifico, presso i comandi di appartenenza, con esito favorevole (i cosiddetti vigili del fuoco volontari).

Il personale di leva congedato percepisce una retribuzione alla stregua dei permanenti, anche se è essenzialmente impiegato solo come figure di sostegno come, un tempo, lo erano i militari di leva, e prestano servizio o presso i comandi provinciali e i rispettivi distaccamenti; tale personale sarà tuttavia collocato a riposo al 45º anno di età. I volontari invece prestano servizio presso specifici distaccamenti volontari. In ogni caso, i discontinui possono essere richiamati in servizio per 20 giorni, fino ad un massimo di 8 richiami all’anno. Quando sono in servizio svolgono tutte le funzioni come un vigile del fuoco permanente; i volontari, invece, essendo loro in sostanziale autogestione, ricoprono tutti ruoli tipici dei permanenti (a partire dal vigile semplice fino al funzionario di rango più elevato). Tuttavia i volontari hanno diritto alla retribuzione esclusivamente se si verifica l’evento che determina il loro intervento, ed è su base oraria.

I “vigili del fuoco in servizio permanente” sono invece tali dopo aver superato un concorso pubblico, per titoli ed esami, bandito dal Ministero dell’Interno. A loro volta, sono suddivisi in: VF, VFQ, VFE, VFC (vigile del fuoco, vigile qualificato, vigile esperto, vigile coordinatore).

Il personale amministrativo (S.A.T.I.)

Per svolgere adempimenti di natura amministrativa-contabile, tecnica ed informatica esiste apposito ruolo del personale del corpo, che raccoglie il personale del settore amministrativo tecnico ed informatico – SATI; la categoria è addetta ad incombenze di tipo amministrativo e logistico – mansioni in precedenza svolte anche dal personale ex-militare (ausiliario).
Il SATI è inquadrato nel ruolo non operativo ma può essere impiegato in supporto a strutture operative in località colpite da grave calamità pubblica o in altre situazioni di emergenza in cui il C.N.VV.F. sia chiamato a svolgere i propri compiti istituzionali. In tali situazioni coadiuva il personale operativo nello svolgimento delle proprie mansioni. I ruoli del personale SATI sono equivalenti a quelli del personale operativo, e le progressioni di carriera avvengono per concorso interno e sono contemplate relativamente alla categoria ruoli appositi dei funzionari (direttori amministrativi e informatici) e le varie figure degli operatori, assistenti, collaboratori e sostituti direttori sia amministrativi che informatici.

Essi si occupano del rispetto delle regole contrattuali e regolamentari da parte dei dipendenti in materia di diritti dei lavoratori, gestiscono i capitoli di spesa, i pagamenti ai fornitori, i pagamenti degli stipendi, l’approvvigionamento di materiali e mezzi, pratiche di prevenzione incendi ed tutte le altre incombenze amministrative. Il settore tecnico-informatico, si occupa invece di attività informatica, l’elettrotecnica e le telecomunicazioni oltre a professionalità con caratteristiche di manualità come elettricisti, elettrauto, tornitori, falegnami, ecc. Esso prevede la figura di tecnici informatici presenti in ogni comando provinciale e negli uffici centrali, ove svolgono mansioni di amministratori di sistema (quindi gestiscono le reti interne dei vari Comandi provinciali e delle direzioni regionali e/o degli uffici centrali) o di analisti di sistema e programmatori (per sviluppare i software in dotazione al C.N.VV.F.). Il personale si occupa infine anche di telecomunicazioni: il personale addetto è inserito in un particolare ruolo specialistico, unitamente al personale operativo impiegato in tale settore.

Formazione

La formazione del personale appartenente ai vigili del fuoco si svolge lungo tutta la carriera, a partire dai corsi di ingresso all’atto dell’assunzione, fino ai corsi di passaggio di qualifica, di specializzazione e di aggiornamento. I corsi sono organizzati sia nelle strutture centrali che in quelle territoriali. Le strutture addestrative sono l’istituto superiore antincendi (ISA) sita in Roma, presso le scuole centrale antincendi di Capannelle ( SCA) , la Scuola di formazione operativa (SFO) di Montelibretti; sul territorio operano invece i poli didattici territoriali di Dalmine, Varallo Sesia, Bologna, Senigallia, Papigno, Napoli, Bari, Lamezia Terme.

Il personale specialista viene formato in apposite scuole come ad esempio il Centro formazione volo di Roma Ciampino e il Centro nazionale addestramento sommozzatori di Roma Capannelle. Il personale preposto a particolari attività antincendio personale effettua un addestramento specifico di 6 mesi alla Scuola centrale antincendi di Roma Capannelle (SCA) e alla Scuola di formazione operativa (SFO) di Montelibretti. Ogni comando provinciale organizza inoltre corsi di vario tipo come ad esempio quello per il rilascio delle patenti di guida ministeriali VF, quelli per apprendere le tecniche speleo-alpino-fluviali (SAF) o di primo soccorso sanitario (TPSS) e di ricerca di persone disperse sotto le macerie ( USAR) ; topografia applicata al soccorso ( TAS) . Tutta l’attività è coordinata sia dalla Direzione centrale per la formazione che dalle direzioni regionali.

I vigili per essere abilitati alla conduzione dei mezzi di soccorso (autisti) devono conseguire il titolo mediante superamento di un corso al cui termine viene rilasciata una speciale patente ministeriale denominata per gradi per cui il primo grado abilita alla guida dei mezzi con massa a pieno carico al disotto dei 35 quintali, il secondo grado alla guida di mezzi al di sopra dei 35 quintali e di quelli al di sotto in sirena, il terzo abilita alla guida in sirena per tutti i mezzi, compresi i motoveicoli ed il quarto alla guida con rimorchio.

Specializzazioni

All’interno del Corpo esistono svariate specializzazioni. Personale addestrato per interventi particolari che, affiancato al personale operativo, copre tutte le tipologie di interventi. Tenuto conto del particolare tipo di impiego del personale, sono attualmente istituite le seguenti quattro categorie di attività di soccorso tecnico specialistico del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco:

  • elicotteristi e piloti d’aereo;
  • nautici;
  • sommozzatori;
  • radioriparatori.

N.I.A. (Nucleo investigativo antincendi)

È un organo di polizia giudiziaria, attivo in seno al Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, che studia, ricerca e analizza le cause d’incendio, su propria iniziativa o su specifica richiesta da parte della autorità giudiziaria. In ogni Comando Provinciale è comunque attivo un ufficio di Polizia Giudiziaria che, con la riforma del Corpo Forestale dello Stato, presso alcune sedi, è stato affidato alle unità della Forestale confluite nel CNFFV.

Nucleo sommozzatori

Per le emergenze derivanti dal rischio acquatico, il Corpo dispone dei nuclei di soccorso subacqueo ed acquatico, presenti sul territorio nazionale con 27 sedi, attive 24 ore su 24, ed oltre 400 operatori in grado di intervenire nelle varie situazioni di pericolo legate all’elemento acqua: dall’incendio a bordo o naufragio di navi alla presenza di rischi biologici, chimici e nucleari, dalla ricerca di persone in mare, laghi, fiumi e ambienti ipogei allagati,anche con l’utilizzo di sistemi integrati basati su tecnologia sonar, all’emergenza alluvionale. Peculiarità dei Sommozzatori dei vigili del fuoco è l’immersione anche in luoghi non convenzionali quali acquedotti, pozzi, reti fognarie ed acque nere.

Nucleo elicotteri

Sono presenti in numeri di 12 sul territorio nazionale assicurano un valido supporto aereo ai mezzi a terra per tutte le tipologie di interventi in modo da coprire l’intero territorio della penisola.

Nucleo speleo-alpino-fluviale

È un’abilitazione suddivisa in 5 livelli, 1A, 1B, 2A, 2B e un’abilitazione al soccorso in ambito fluviale-alluvionale, e prevede l’applicazione di tecniche di derivazione speleologica, alpinistica e fluviale, nell’ambito del soccorso tecnico urgente. Il livello più alto, denominato SAF 2B, comprende l’abilitazione di aerosoccorritore.

La finalità consiste nell’espletamento di interventi caratterizzati dall’inadeguatezza di mezzi e tecniche tradizionali.

Nucleo cinofili

Il personale operativo del Vigili del fuoco dispone anche di reparti cinofili, effettuano interventi di ricerca di ogni genere, impiegati su tutto il territorio nazionale con l’ausilio di cani.

Nucleo T.A.S. (Topografia applicata al soccorso)

Ha la funzione di rendere fruibili ed integrabili i dati cartografici da e verso altri enti, con aggiornamento e condivisione dei dati in tempo reale e in differita.

Aeroportuali

Il personale che presiede alla sicurezza negli aeroporti nazionali. Sono dotati di particolari mezzi pesanti (idroschiuma polvere), dotati di cannoni che sparano acqua e schiuma nonché polvere in grande quantità.

Portuali

Sono specialisti nautici che si distinguono in comandanti d’altura, padroni marittimi e direttori di macchina, e sono dotati di unità navali per il soccorso in mare S.A.R., incendio a bordo delle navi e nei porti. Presenti sul territorio nazionale con 28 distaccamenti, più diversi presidi acquatici, attivi 24 ore su 24. Il personale è in continuo aggiornamento per rimanere al passo con le nuove tecnologie impiegate nel campo della nautica.

Nucleo NBCR (Nucleare-Biologico-Chimico-Radiologico)

Impegnato a operare nelle condizioni più difficili a causa della presenza di sostanze potenzialmente pericolose per la pubblica incolumità (contaminazione con materiale radioattivo, attentati con armi non convenzionali, rilasci di sostanze pericolose come gas o carburanti a seguito di incidenti).

Radioriparatori

Si tratta di personale dedicato alla verifica del corretto funzionamento delle apparecchiature di comunicazione dei Vigili del fuoco. Le comunicazioni sono di fondamentale importanza per l’operato quotidiano delle squadre impegnate sul territorio.

Va inoltre detto che il personale SAF (anche quelli fluviali) ed NBCR è normalmente, tranne che nei livelli apicali, personale operativo “standard”, cioè quello che viene chiamato al 115.

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