10 dicembre 2017

AUTOPROTETTORE

AUTOPROTETTORE A CICLO APERTO

L’autorespiratore a ciclo aperto a riserva d’aria consente all’operatore un completo isolamento dell’atmosfera circostante ed assicurare la piena protezione anche nelle più severe condizioni d’impiego, grazie alla costante presenza di una lieve sovrapressione che rende impossibile l’ingresso dell’aria inquinata esterna nella maschera. Questa caratteristica è particolarmente utile in quanto si deve operare  in presenza di sostanze che per la loro natura o concentrazione nell’atmosfera rappresentano un pericolo mortale anche per esposizioni brevissime.
La sovrapressione in corrispondenza del lembo di tenuta della maschera deve essere assicurata per qualunque intensità respiratoria, e per qualsiasi valore della pressione nella bombola. L’aria compressa, contenuta nella bombola, perviene all’operatore automaticamente dopo aver subito una riduzione di pressione. Lo scarico dell’aria espirata avviene attraverso due valvole disposte sui lati facciali che permettono una facile esplosione della condensa che eventualmente si formi.
La bombola, fissata alla piastra di trasporto mediante la fascia di trattenuta contiene aria compressa (200 bar).
Aprendo la valvola della bombola, l’aria compressa fluisce nel riduttore di pressione dove si espande ad una pressione media tra i 5.9 e 7.5 bar. Una valvola di sicurezza incorporata impedisce un’inacettabile aumento della pressione oltre 12 bar.
Al di sotto di questa pressione l’aria così ridotta giunge alla valvola a domanda o a sovrapressione attraverso la tubazione di media pressione. L’aria espirata fuoriesce attraverso la valvola di esalazione direttamente nell’atmosfera ambiente.
L’erogatore di solito è costituito con materiali resistenti al fuoco e dispone di un comando che permette di commutare il funzionamento da sovrapressione a depressione.
Questa doppia possibilità consente di assommare nello stesso apparecchio i pregi della totale protezione offerta dalla sovrapressione e quelli dell’assenza di sprechi d’aria nelle fasi preliminari dell’intervento.
L’erogatore può essere a domanda (esso fornisce solo aria con la depressione creata al suo interno dallo stesso atto inspiratoio) o a sovrapressione (questo tipo entra in funzione con il primo atto inspiratoio, la pressione dell’aria fornita è superiore di 3.5 mbar di quella atmosferica).
Durante il funzionamento la pressione dell’aria nella bombola decresce; quando la pressione si abbassa fino al valore di riserva (circa 60 bar) entra in funzione il segnalatore acustico che , emettendo un acuto sibilo, avverte l’operatore l’imminente esaurimento della riserva d’aria.
In caso di avaria del riduttore di pressione, la valvola di sicurezza in esso incorporata, espelle dal circuito l’aria in sovrapressione, garantendo comunque il funzionamento temporaneo dell’apparecchio.

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